In mostra a Minori il presepe dipinto dell’artista Palladino. La Pro Loco assicura la visita tutti i giorni.

Sabato 17 dicembre 2016 si inaugura alle ore 19.00 nelle antiche Scuderie in Piazza Cantilena di Minori la raccolta di creazione artistiche di un Presepe dipinto da Giacomo Palladino che rappresentano un Vangelo della Natività.

Uno straordinario e particolarissimo presepe costruito attraverso dipinti della storia dell’arte dal ‘400 al ‘600 attraverso cui l’artista racconta con sagome e scorci  l’ambiente più classico della nascita di Gesù. La Pro Loco di Minori curerà l’apertura della mostra fino al 28 gennaio 2017, dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 20,00 di tutti i giorni.

Il presepe di Giacomo Palladino, afferma Giuseppe Liuccio, è poesia colorata e nelle sfumature del cromatismo pulsa, palpita, squilla, sfuma, canta la vita con modulazioni che sanno, insieme, di policromia e polifonia d’amore. Di sicuro c’è, come in tutti i presepi, la galleria di personaggi del Vecchio Testamento : angeli in coro, Maria pervasa di stupore da beatitudine, pastori in preghiera, pecore confuse e sbandate, donne concitate nell’animazione , cane guardingo, magi nella regalità contenuta di processione lenta con cammelli e doni, Giuseppe con bastone solido e barba bianca di saggezza. C’è l’icasticità di immagini nella forza dirompente del realismo espressivo. Ma il presepe dipinto di Giacomo non è né senza spazio né senza tempo, come in genere quasi tutti gli altri presepi che spesso sono anonimi ed hanno la omologazione della ripetitività. In questo i luoghi sono facilmente riconoscibili : slarghi, vicoli e scalinate, il grappolo di case di Torre Paradiso con in prospettiva il mare di Marmorata, Atrani e Amalfi, le donne rassomigliano tanto alle formichelle, raccoglitrici di limoni, anche o, forse, perché il limone è lì ben visibile e stracarico di frutti quasi a ricordare gli alberi del mitologico Eden. C’è Minori frutto di un atto di creatività d’amore del pittore minorese. Sta anche in questo l’originalità, anzi, la unicità del presepe di Giacomo Palladino che non si smentisce mai nelle sue impennate di impegno civile/denunzia della violenza del potere di Erode che sui macchia del sangue degli innocenti e che grida condanna contro i nuovi Erode che spengono i sorrisi innocenti dei bambini tumulati negli abissi del mare quasi in vista della “terra promessa”.

Mi piacerebbe se nell’immediato futuro, conclude Liuccio, l’amico Giacomo ipotizzasse un presepe dipinto con Maria, Giuseppe e Bambinello con la pelle scura a difesa ed a protagonismo della storia dell’umanità rinnovata nel nome e nei diritti di eroi e dei nel Mediterraneo del meticciato delle grandi civiltà, con la fecondità di futuro nello spirito di tolleranza/rivoluzione della Cultura alta. Papa Francesco approverebbe e, allora, tutti quanti canteremmo con convinzione : “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra a gli uomini di buona volontà!” e la dolcezza di “Adeste, fideles” avrebbe forza e tenerezza insieme di un altro Natale e di un altro presepe, quello della vita e dell’amore.

 

NICOLA VITOLO

 

 

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